Bolivia 2019 Diario di bordo

Un altro tempo di missione ci aspetta!!!
Dopo la stupenda esperienza del 2017, eccoci a ripartire verso la terra boliviana che ormai è vicina a noi grazie a suor Brigida, suor Elisa, ai progetti intrapresi e alle esperienze missionarie realizzate. Una terra lontana vicina al cuore!
Quest’anno ci arricchiremo anche grazie a un’esperienza in terra argentina.
Siamo 13 giovani accompagnati da don Daniele e Suor Elisa, che dal 23 luglio al 22 agosto, vivremo un’esperienza significativa di contatto con queste terre e così vivere la realtà missionaria; un’esperienza di confronto e di crescita, portare un aiuto concreto.
Ogni giorno (quando è possibile) vi terremo aggiornati sull’esperienza che vivremo, questo è il nostro diario di bordo, così da camminare insieme e vivere un viaggio comunitario.
Buona lettura e grazie del sostegno!

Messa di ringraziamento

Quando: 25 agosto
Dove: Codroipo
Attività svolte: S. Messa di ringraziamento

PRESENTAZIONE dei DONI
Presentiamo al Signore alcuni segni che racchiudono l’esperienza vissuta durante il viaggio missionario in Argentina e Bolivia.

• Presentiamo l’AGUAYO, segno della Bolivia. 
Questo tessuto colorato richiama i tanti colori di questa terra, la gioia di vivere, ma anche le tante ore per tesserlo a mano. 
Nonostante la povertà e la fatica, questo popolo, ha la capacità di affrontare la vita col sorriso, coi colori, con i balli.

• Presentiamo il MATE, una sorte di teiera dove viene preparato l’infuso tipico dell’Argentina. 
Il mate ci parla della relazione, del tempo dedicato a condividere e del dialogo. Passandosi il mate ci si sente uniti da una stessa fonte e tutti uguali. 
Ciò che davvero conta sono le relazioni e il modo di viverle.

• Presentiamo il VANGELO in castigliano. 
Tante lingue, tante culture, tante opere, tutti uniti da un amore, la parola di Dio e il dono totale di Gesù per ciascuno.

• Presentiamo il PANE e il VINO, segno dei doni della terra, donataci da Dio e dalla fatica dell’uomo. 
Offriamo il nostro impegno per migliorare la parte di mondo che il Signore ci ha affidato.

 

SINTESI DELL’ESPERIENZA

Raccontare un’esperienza come quella che abbiamo vissuto non è facile perché non trovi mai le parole giuste per esprimere cosa porti nel cuore. Sicuramente però possiamo dire dei grazie.

Innanzitutto al Signore per averci accompagnato lungo tutto il viaggio: ci ha permesso di essere gruppo, famiglia e di affrontare momenti di gioia e di difficoltà. Un grazie per essersi manifestato nelle tante persone che abbiamo incontrato lungo il cammino e che hanno condiviso con noi storie di vita, regalato sorrisi e abbracci, aperto la loro casa, raccontato la loro esperienza e trasmesso la loro conoscenza.

Tra queste non possiamo non ringraziare le suore rosarie che ci hanno ospitato: quelle di Santa Fe ci hanno mostrato la semplicità e umiltà che mettono nell’aiutare il prossimo e quelle di Cochabamba che hanno condiviso lo spirito boliviano con noi in allegria e dolcezza. Un grazie particolare a suor Bruna che ci ha guidato con la sua conoscenza a leggere con il cuore le esperienze che stavamo vivendo. Ci ha fatto vedere come sotto il velo di povertà ci sia tanta bellezza.

Abbiamo conosciuto molte realtà diverse fra loro come Pongo, un paese a 4.000 m d’altitudine dove ci ha impressionato la dedizione e forza di un ragazzo il cui sogno era aprire una bottega di sartoria per dare un lavoro alla gente del suo paese.

Un grazie ai vescovi, sacerdoti e seminaristi che abbiamo incontrato. A don Leonardo che ci ha mostrato la forza della fede in luoghi come il barrio (favelas argentina) dove molte persone vivono in modo povero, ma con una umanità molto grande. Grazie a don Oscar che ci ha spiegato come, nella sua parrocchia di 45.000 abitanti, riesce a donare l’insegnamento di un mestiere per poter cambiare la vita di tante persone.

Lungo il cammino abbiamo incontrato molti bambini che ci hanno preso per mano, regalato sorrisi e abbracci indelebili: la gioia che ci hanno trasmesso non ci ha mai fatto sentire stranieri, ma ospiti amati. Un ricordo va anche ai giovani, sia di Santa Fe che di Buenos Aires: con loro abbiamo creato un legame che siamo certi durerà nel tempo.

Alle famiglie che ci hanno ospitato va il nostro ringraziamento per averci fatto sentire come a casa nostra, accompagnato nella nostra esperienza argentina e averci scaldato il cuore con abbracci e piccoli gesti che ci hanno fatto sentire accolti e benvenuti. Ci hanno mostrato che, anche se in un periodo di crisi, la famiglia e le relazioni sono un punto fermo su cui appoggiarsi.

Un grande grazie vogliamo dirlo alle nostre comunità che ci hanno sostenuto e ci hanno permesso di aiutare tantissime persone: abbiamo contribuito ai progetti delle suore di Santa Fe, aiutato le numerose comunità di padre Oscar, fornito materiale scolastico a Condoriri, finanziato la campana della nuova chiesa di san Salvador, donato il nostro contributo per il grande aiuto che le suore danno a Cochabamba, sostenuto la grande opera di padre Leonardo in Argentina. Grazie perché anche con un piccolo contributo ci avete aiutato a posare la prima pietra di un grande cambiamento.

Infine ringraziamo Suor Elisa per averci mostrato con gioia la sua terra e Don Daniele che ci ha guidato lungo il cammino facendosi presenza importante per dare un nome alle tante emozioni che stavamo provando e andare oltre lo stupore.

Buenos Aires

Quando: 19 - 20 - 21 agosto
Dove: Buenos Aires
Attività svolte: conoscenza e condivisione


DIARIO QUOTIDIANO EMOTIVO - SOGGETTIVO
Lunedì 19 abbiamo visitato il centro di Buenos Aires. Abbiamo condiviso questo giro con alcune delle famiglie ospitanti e assieme a diversi giovani della parrocchia. Abbiamo incontrato edifici con stili e periodi di costruzione molto diversi tra loro; che richiamano molto spesso le più disparate esperienze artistiche europee. Una cosa, questa, assai comune per una città portuale come Buenos Aires. É stato un momento piacevole di condivisione e di conoscenza di luoghi e persone.
Nel pomeriggio abbiamo celebrato la S. Messa con gli amici del barrio, dove già il 25 luglio avevamo condiviso l’Eucarestia. Per ringraziare del bene ricevuto, dell’accoglienza, della generosità,... abbiamo fatto loro dono di una tovaglia e dell’immagine della Vergine di Codroipo insieme ai nostri grazie, un ringraziamento particolare va inoltre a Suor Bruna per averci confezionato in pochissimo tempo una bel paramento , proprio adatta al luogo.
Con questi doni esprimiamo il desiderio di rimanere uniti grazie alla fede che condividiamo. È un legame profondo di gratitudine e di supplica.

Grazie Signore per averci donato l’incontro con queste persone, le strade non si incrociano mai per caso,
grazie perché ci mostri che l’amore fa superare le fatiche, i muri, i preconcetti,
grazie perché tramite questi fratelli e sorelle ci doni la grazia di andare in profondità, interrogandoci e spronandoci a camminare su vie buone,
dona la forza di affrontare le avversità della vita, di trovare sempre il bene,
di superare la grande povertà economica,
sostienili nel trovare la forza di incontrarti e di cercarti nei fratelli e sorelle posti accanto.


Il 20 Agosto abbiamo visitato Tigre, cittadina posta sul delta del fiume Lujan. L’abitato si sviluppa in parte sulla terraferma e in parte sulla foce del fiume, con canali navigabili al posto delle strade. Ciò che ci ha stupito di questa visita è che Tigre non è solo un posto di villeggiatura ma è una vera e propria città di circa trecentomila abitanti che ci vivono, ci lavorano, vanno a scuola e frequentano la cappella spostandosi su “lancie”, imbarcazioni adatte a navigare nei bassi fondali del del delta. Una città molto particolare con uno stile di vita molto diverso da ciò a cui siamo abituati.
Nel tardo pomeriggio abbiamo condiviso la S. Messa comunitaria, dove abbiamo salutato e ringraziato la parrocchia per tutto il bene che abbiamo ricevuto.
Grazie al Signore per questa esperienza.
Grazie a don Leonardo per il tempo che ci ha donato, l’organizzazione, la condivisione di questo progetto e di tutto il bene donato.
Grazie alle famiglie per l’ospitalità, per aver aperto le proprie case e il proprio cuore, dandoci un esempio concreto di amore, di valori vissuti pienamente ... grazie di averci donato il massimo ... entrare nelle case ci ha aiutato a fondare e irrobustire le relazioni e conoscere la vita vera della comunità di Ciudadela
Grazie al consiglio pastorale, a tutte le persone che abbiamo incontrato per averci fatto sentire a casa, ben voluti, desiderati.
Grazie per il tanto bene ricevuto.

Al termine della Messa abbiamo condiviso la cena e la serata coi giovani, le famiglie e le diverse persone della comunità.
Grazie ... grazie.

Mercoledì 21 abbiamo visitato la scuola parrocchiale, Instituto Padre Elizalde. La scuola è nata 60 anni fa e ora conta circa 2600 studenti, comprendendo l'intero ciclo scolastico, dalla scuola dell’infanzia fino alle superiori ed in aggiunta un corso per diventare insegnanti. Per poter accogliere un numero così grande di studenti la scuola è aperta tutto il giorno: durante la mattina e il pomeriggio si svolgono le lezioni della scuola primaria e secondaria, mentre la formazione per i futuri insegnanti si svolge la sera. A questo proposito è utile sottolineare che molti corsi professionali e universitari in Argentina si svolgono in orario serale, in modo da permettere ai ragazzi di frequentare i corsi la sera e lavorare di giorno per permettersi gli studi.
Pur essendo parrocchiale, l'Istituto è convenzionato con lo Stato in modo che la formazione sia riconosciuta in tutto il Paese e che gli insegnanti siano di fatto dei dipendenti pubblici. La convenzione, tuttavia, porta con se anche dei contro: lo stile e i contenuti didattici sono decisi dallo stato, per cui i contenuti didattici sono laici. Nonostante questa impostazione la parrocchia si inserisce nella formazione dei giovani con progetti esterni, come la catechesi, gli incontri coi giovani, e con un percorso missionario che culmina ogni anno con un’esperienza missionaria in Argentina. Per prepararsi alla missione i giovani si incontrano durante l’anno e poi in ottobre (quando qui finisce il periodo scolastico) vanno assieme a don Leonardo in una comunità povera, per portare aiuto,condivisione e per spezzare il Vangelo con la gente. Alcuni giovani missionari ci hanno portato la testimonianza delle loro esperienze missionarie, occasioni per lasciare le comodità della vita quotidiana per andare a incontrare vite diverse, uno stile più essenziale, per andare in profondità.

Nel pomeriggio ci siamo preparati per il viaggio di rientro.

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Buenos Aires

Quando: 18 agosto
Dove: Buenos Aires
Attività svolte: relazioni con le famiglie e coi giovani


DIARIO QUOTIDIANO EMOTIVO - SOGGETTIVO
Questa domenica l’abbiamo vissuta nelle diverse famiglie che ci hanno ospitato. La mattina e primo pomeriggio è stata vissuta da ciascuno in modo diverso, chi riposando, chi visitando delle realtà, ...
Sicuramente abbiamo colto la tranquillità domenicale: nel giorno del Signore i tempi sono molto calmi, è giorno di riposo e così si vive ... si dorme e poi si fa colazione tardi, il pranzo ancora più tardi (alcuni hanno iniziato a pranzare alle 15 ... da noi impensabile) ... giorno in cui si recuperano le forze.
Nel pomeriggio ci siamo incontrati con i giovani della parrocchia di Santa Giovanna D’Arco dove siamo ospitati, con loro abbiamo vissuto un momento semplice, simpatico di gioco, così siamo entrati maggiormente in relazione con loro. Successivamente abbiamo condiviso la celebrazione Eucaristica e poi la cena.
Alla cena, organizzata dalla parrocchia, era presente anche il vescovo Miguel Ángel D'Annibale, di origini Italiane (precisamente toscano di Lucca). Uomo semplice, di dialogo, di relazione ... ci ha colpito per la sua umiltà e semplicità. Così abbiamo ricevuto il saluto anche dei vescovi delle Chiese visitate. È stato un bel momento di condivisione, di dialogo, utile per capire e conoscere questa realtà ... e insieme gettare dei ponti per il futuro.
Il clima è stato sostenuto e facilitato da un buonissimo piatto di asado (che buono!!! que rico!)

Cochabamba - Buenos Aires

Quando: 17 agosto
Dove: Cochabamba - Buenos Aires
Attività svolte: viaggio


DIARIO QUOTIDIANO EMOTIVO - SOGGETTIVO
Giornata di viaggio. Abbiamo salutato la realtà di Cochabamba e ci siamo diretti verso Buenos Aires. Qui siamo stati di nuovo accolti in modo caloroso, le famiglie hanno dato là disponibilità di ospitarci. In questo modo tocchiamo con mano la realtà e instauriamo relazioni belle. Speriamo un giorno di poter ricambiare l’ospitalità.

Diciamo il nostro grazie alle suore Rosarie di Cochabamba. Un grazie di cuore perché abbiamo potuto condividere la vita fraterna, condividere emozioni, sentimenti, riflessioni, momenti di festa e così sentire questa comunità come una casa. Grazie per averci accompagnati e accuditi in questo periodo. Ci portiamo via un’esperienza di vita fraterna, allegra, entusiasta.
Preghiamo perché altre giovani ragazze boliviane e italiane possano aderire alla vocazione di consacrazione per far della propria vita un dono totale a Dio e ai fratelli e alle sorelle

Cochabamba - Quillacollo

Quando: 14 - 15 - 16 agosto
Dove: Cochabamba, Quillacollo.
Attività svolte: conoscenza, festa


DIARIO QUOTIDIANO EMOTIVO - SOGGETTIVO
Anche queste giornate sono state piene, ricche e significative.
Il 14 mattina abbiamo continuato a conoscere la città di Cochabamba, visitando i diversi monumenti e girando per le varie strade e vie.
Nel pomeriggio abbiamo partecipato all’entrata folklorica in onore della Vergine di Urkupina. Si tratta di un evento durante il quale ballerini provenienti da tutta la Bolivia si avvicinano al santuario a passo di danza, per poi una volta giunti all’ingresso del luogo di culto, in ginocchio si presentano alla Vergine. È un modo folkloristico di festeggiare la madonna e allo stesso tempo è una richiesta di grazia o un ringraziamento per i doni ricevuti. Circa cinquemila ballerini erano attesi a questo evento.
È stato un momento particolare e bello per conoscere un po’ di più la cultura e le tradizioni di questo paese.
La Vergine di Urkupina è anche chiamata la Vergine dell’integrazione perché è una festa nazionale, sentita da tutta la Bolivia, che unisce le diverse culture/realtà di questo paese. Tantissima gente era presente: chi osservando, chi ballando, chi pregando ma tutti con un senso religioso.

Il 15 abbiamo conosciuto il collegio “Padre Luis”, una scuola di stampo salesiano che accoglie tantissimi bimbi, ragazzi e giovani, dalla primavera (il pre asilo) fino alla scuola secondaria di formazione. Realtà grande, sostenuta da varie organizzazioni, tra cui anche le suore Rosarie.
Nel pomeriggio abbiamo accolto la testimonianza di Simone e Silvia, Marcello e Silvana facenti parte della realtà del “Mato Grosso”. Un’esperienza nata da padre Ugo De Censi in Brasile e poi diffusa in tutto il mondo in particolare nell’America Latina, che segue la spiritualità di don Bosco e il cui obiettivo è quello di dare un futuro a questi popoli, fornendo istruzione, formazione lavorativa (in modo particolare l’arte come la scultura, l’intaglio, la lavorazione del legno,...) e inserendo lo spirito del volontariato (poco conosciuto) in cui le persone che aderiscono donano il loro tempo libero per fare dei lavori i cui guadagni vengono ridistribuiti a poveri. I quattro testimoni ci hanno emozionato ed entusiasmato per il loro senso e stile di vita. Persone belle spiritualmente che vivono i propri doni a servizio degli altri. Simone e Marcello sono gli architetti che hanno costruito la chiesa di San Salvador, inaugurata domenica. Loro hanno coinvolto diversi giovani per la pittura, l’imbiancamento, la costruzione e i soldi ricavati da questa opera di volontariato sono stati devoluti ai poveri, in modo particolare hanno costruito una piccola casetta (un 4x6 metri) per una ragazza di 13 anni che ora attende una bimba, frutto di un abuso.
I quattro amici hanno donato un senso grande di vita e portano avanti le quattro parole guida di padre Ugo (Sacrificio, Arte, Sudore, Saper Perdere). C’è molto da imparare

Il 16 mattina abbiamo partecipano alla festa di Urkupina, in modo particolare alla processione e festa al Calvario
(Ora siamo nella sala d’attesa dell’aeroporto... aggiorniamo a breve questa parte)

 

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casa dello ninos, città dello ninos e hogar wasinchej

Quando: 13 agosto

Dove: casa dello ninos, città dello ninos e hogar wasinchej

Attività svolte: visita e conoscenza

 

DIARIO QUOTIDIANO EMOTIVO - SOGGETTIVO

Anche oggi è stata una giornata intensa e molto ricca, durante la quale abbiamo potuto conoscere tre diverse esperienze molto belle ed importanti.

La prima è “La casa del los ninhos”, una realtà nata grazie ad Aristide, un italiano che lavora pastoralmente in Bolivia da una ventina d’anni, per accogliere i bambini di strada. La primissima ad essere stata accolta fu una bimba malata di AIDS, ma poi nel tempo sono stati accolti anche bambini che venivano rifiutati dalle famiglie perché nati con malattie gravi. Inoltre sono state create diverse case in cui famiglie con diverse difficoltà (come AIDS, droga e violenze per esempio) vengono accolte. Così nasce una realtà comunitaria, dove si condividono valori, stili di vita, una crescita comune; in questa comunità si trovano presenti una cappella, una scuola, nata circa nove anni fa, sia per i bimbi della comunità sia per i bimbi della zona, un panificio e un centro medico. In questo momento le case che sonora state realizzate sono 58, per un totale di 520 persone presenti all’interno della comunità. La scuola invece ha 145 scolari di cui 42 disabili.

È una situazione importante per dare una dignità e speranza ai bambini, come nel caso di un bimbo nato idrocefalo, che era stato consegnato dall’ospedale con una prospettiva di 5 mesi di vita e che invece è riuscito a vivere 5 anni grazie all’amore di persone che l’hanno voluto, aiutato e sostenuto. La vita è preziosa e ognuno ha il diritto di viverla nel miglior modo possibile.

 

La seconda realtà che abbiamo visitato è “La ciudad de los ninhos”, nata nel 1971 da un sacerdote bresciano per accogliere bambini orfani o tolti alle famiglie dagli assistenti sociali per diversi motivi. Nasce inizialmente come un istituto, suddiviso quindi in camerate grandi, diviso tra maschi e femmine, fornito di un refettorio comunitario, ... poi nel tempo si è trasformato in un’accoglienza “familiare”: sono state costruite 8 case in cui, per ognuna di esse, è presente una educatrice che abita assieme a diversi ragazzi, in modo particolare i fratelli (qui i figli sono ancora numerosi...5/8 per famiglia) così da non separarli. Questo è stata una buona idea per non creare ulteriori problemi ai piccoli, in quanto, già a casa, i ragazzi più grandi si occupano dei più piccini. La “Ciudad de los ninhos” ha diversi progetti:

- l’accoglienza in case famiglia per i bimbi dai 0 ai 15 anni

- il progetto “Emmaus” per i ragazzi dai 15 ai 18 anni, grazie al quale possono crescere nell’autonomia, iniziano a lavorare continuando a studiare e a svolgere tutte le funzioni della vita quotidiana ... vengono quindi accompagnati ma con maggiore autonomia

- un progetto di inserimento lavorativo

- un progetto di reinserimento familiare: con l’obbiettivo di sostenere tutta la famiglia nel riaccogliere il o i propri figli

- un progetto di affidamento familiare: trovare alcune famiglie che possano accogliere altri bambini.

Padre Gianluca, sacerdote bresciano responsabile della realtà, ha evidenziato che in Bolivia la violenza, gli abusi, gli abbandoni, ... sono molto numerosi, le statistiche dicono che una bambina su tre è stata abusata, mentre per i maschi uno su otto. Percentuali altissime!!! In questo momento questa realtà segue 163 ragazzi inseriti nei vari progetti. Una piccola goccia in un grande mare, necessaria anche questa.

Sempre padre Gianluca ha sottolineato che certo c’è una povertà fisica, economica... ma la vera povertà è quella morale, dei valori: una povertà spirituale.

La terza realtà incontrata è l’hogar (orfanotrofio) che si trova a Saccaba, gestito da suor Maddalena, suora del Rosario. Suor Maddalena vive qui dal 1990 p, accogliendo numerose bambine che negli anni hanno ricambiato il bene ricevuto.

È stato un pomeriggio intenso...suor Maddalena ha condiviso la sua esperienza di consacrata e in particolare gli anni in Bolivia, raccontandoci come è nata l’esperienza dell’hogar e come lei ha sentito che proprio questa era la sua missione particolare. Successivamente abbiamo avuto il tempo di giocare e conoscere le bimbe, condiviso la celebrazione Eucaristica e la cena. È stato sicuramente un bel pomeriggio di conoscenza e di relazione con questa realtà.

In questo momento la comunità é formata da tredici bimbe. Sono fantastiche, non chiedono nulla ma si attaccano per ricevere l’affetto che possiamo dare. Sono aperte vivaci con grandi potenzialità. Nel dolore della vita hanno ricevuto e stanno ricevendo anche tanto bene. È proprio vero che Dio scrive dritto sulle righe storte e all’interno della croce manifesta la luce dell’amore

Sottolineiamo in modo particolare il principio che ha mosso in questi anni suor Maddalena: “la bellezza salverà il mondo”, dove è bello si sta bene, parla della dignità e del valore delle persone, porta la pace. Queste bimbe che hanno vissuto un momento brutto della loro vita (separazione dalla famiglia, abbandono, ...), che nessuno potrà mai eliminare, hanno bisogno di gustare il bello, perché la bellezza esteriore diventi anche interiore. Inoltre chiunque entri nell’hogar possa dire “che bella è la tua casa” ... e così è stato... molte bimbe hanno cambiato vita, sbocciando e diventando fiori belli, sereni, capaci di riscattare la propria vita. Un bell’insegnamento da portare nelle nostre vite.

 

Cibo particolare del giorno: charque

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