Bolivia 2019 Diario di bordo

Un altro tempo di missione ci aspetta!!!
Dopo la stupenda esperienza del 2017, eccoci a ripartire verso la terra boliviana che ormai è vicina a noi grazie a suor Brigida, suor Elisa, ai progetti intrapresi e alle esperienze missionarie realizzate. Una terra lontana vicina al cuore!
Quest’anno ci arricchiremo anche grazie a un’esperienza in terra argentina.
Siamo 13 giovani accompagnati da don Daniele e Suor Elisa, che dal 23 luglio al 22 agosto, vivremo un’esperienza significativa di contatto con queste terre e così vivere la realtà missionaria; un’esperienza di confronto e di crescita, portare un aiuto concreto.
Ogni giorno (quando è possibile) vi terremo aggiornati sull’esperienza che vivremo, questo è il nostro diario di bordo, così da camminare insieme e vivere un viaggio comunitario.
Buona lettura e grazie del sostegno!

Salar

Quando: 5-6-7 agosto
Dove: Cochabamba - Uyuni
Attività svolte: conoscenza e tour del Salar


DIARIO QUOTIDIANO EMOTIVO - SOGGETTIVO
In queste brevi righe cercheremo di fare la sintesi di tre giornate ricche di avvenimenti, paesaggi, colori ed emozioni.
Il 5 abbiamo fatto un giro per Cochabamba per conoscere un po’ questa grande città, purtroppo molte realtà erano chiuse essendo la vigilia della festa patria. Nel pomeriggio abbiamo fatto festa con le suore, ricordando il giorno della fondazione del loro ordine; abbiamo così celebrato la S. Messa, durante la quale le nostre ospitanti hanno rinnovato la professione religiosa e ringraziato il Signore per i doni che ha elargito tramite questa congregazione. Nel frattempo ci siamo preparati per vivere l’esperienza del tour del Salar.

Alle 20.00 abbiamo preso la flotta con direzione Uyuni, dove siamo giunti alle 6.30 per partire alla scoperta del deserto. Accompagnati dalle guide Wallalberto, Yoshimar e Felix (speriamo si scrivono così) abbiamo potuto ammirare le bellezze naturali di questa zona della Bolivia.
Il Salar è il deserto di sale più grande al mondo (220 km x 110 km), è un bianco orizzonte infinto, circondato da diversi vulcani oramai inattivi. Si trova a circa 3600 metri sul livello del mare. Luogo incredibile, suggestivo, mozzafiato. Anticamente il mare copriva questa zona (si notano ancora dei coralli che emergono nelle diverse “isole”) ma successivamente con l’attività dei vulcani, dei movimenti della crosta terrestre e attraverso svariate reazioni chimiche, si è formato questo deserto di sale, che come la guida ci ha spiegato, è in continua crescita. Ora nel Salar ci sono due attività prevalenti: l’estrazione del sale ad opera dei boliviani e l’estrazione dei litio da parte dei cinesi e dei russi. Quest’ultima attività crea però forti contrasti: se da una parte si vengono a formare diversi posti di lavoro, dall’altra si distrugge la bellezza di questo territorio che potrebbe essere valorizzato in maniera diversa, soprattutto grazie al turismo.
All’interno di queste distese di bianco ci sono vari luoghi che abbiamo toccato con il nostro tour: abbiamo visitato un cimitero di treni che in precedenza venivano usati per trasportare minerali estratti nelle miniere circostanti.
Poi un’isola molto particolare perché ricoperta di immensi cactus, alieni per queste zone, infatti questi furono portati dagl’Indios che popolavano questa regione. Queste immense piante, che abbiamo visto raggiungere e superare anche i tre metri, crescono di un centimetro all’anno, lasciandoci così a bocca aperta al solo pensiero di stimarne un’età. Si tratta proprio di una delle meraviglie della natura, in mezzo ad una distesa di sale si trova un’isola dove c’è vita e dove si può vivere.
Abbiamo anche scalato un vulcano: ora, non è proprio andata così perché la jeep ci ha lasciato sui 4000 m e noi a piedi siamo saliti fino ai 4600 m, un dislivello piccolo ma allo stesso tempo impegnativo. Camminare a quest’altezza è davvero faticoso, la pressione sanguigna aumenta e bisogna stare attenti a salire pian piano. Arrivati un cima comunque i nostri sforzi sono stati ricompensati da una vista incredibile sul Salar. Nella stessa montagna abbiamo potuto visitare delle tombe Indios che celano al loro interno diverse mummie degli abitanti e coltivatori di queste terre.
Questo tour ci ha permesso di conoscere diverse nostri aspetti personali e allo stesso tempo di interrogarci:
- non è stato semplice per tutti ... l’altitudine ha creato diversi problemi al nostro fisico. Non essendo abituati si è fatto sentire un certo malessere, gestibile grazie alle pastiglie per l’altitudine e ai prodotti naturali presenti;
- anche le temperature ci hanno messo alla prova, passando da qualche grado sotto lo zero di notte e arrivando ai 16-20 gradi di giorno, un’escursione molto ampia;
- le difficoltà permettono di unire il gruppo, perché insieme si è chiamati ad affrontarle e ad avere un’attenzione per tutti;
- una bellezza naturale che ci sbalordisce, è davvero grande la magnificenza del creato, dono da custodire e valorizzare nel miglior modo possibile, facendo attenzione a non distruggerlo;
- la vita intorno al Salar é molto dura, è difficile per i nostri giorni eppure nell’antichità dei popoli vivevano in queste isole, a queste altezze.

Cibo particolare del giorno: carne di lama

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Cochabamba

Quando: 4 agosto
Dove: Cochabamba
Attività svolte: conoscenza e condivisione dell’Eucarestia


DIARIO QUOTIDIANO EMOTIVO - SOGGETTIVO
La giornata è iniziata condividendo l’Eucarestia con la comunità di Molle Molle, comunità della periferia di Cochabamba, dove alcune suore Rosarie prestano servizio. A presiedere la S. Messa era il vescovo ausiliare Juan, nominato a maggio di quest’anno per sostenere il vescovo Oscar nella gestione della grande diocesi. È stato significativo incontrare il vescovo, ricevere il saluto ufficiale e stringere così una relazione positiva di conoscenza e di aiuto. Inoltre ci ha colpito la grande fede del popolo: alla fine della S. Messa c’è l’usanza della benedizione con l’acqua benedetta, ognuno desidera essere bagnato abbondantemente da questo segno del battesimo. Tutti i partecipanti alla S. Messa ha recuto la benedizione, chi semplicemente, chi portando delle immagini (che poi verranno poste nella casa), chi tenendosi per mano ha presentato le fedi per benedire il matrimonio nel giorno dell’anniversario. Un gesto significativo, di fede, di affidamento, di riconoscenza della forza del Signore.

Da Molle Molle siamo tornati a casa passando per le vie di Cochabamba, incontrando il “desfile” ovvero la sfilata delle diverse scuole, in occasione del 6 agosto, festa della patria. Per diversi giorni le diverse scuole sfilano per le vie della città. Ci ha sorpreso e interrogato:
- bello vedere le scuole sfilare, con la banda, tutti con l’uniforme, senza distinzioni, in ordine ... tutti hanno un senso della musica e del ritmo e un patriottismo molto forte;
- ma allo stesso tempo interroga perché sono obbligati a sfilare, all’inizio ci sono ragazzi con una fascia obliqua con i colori boliviani che indica i ragazzi più bravi della scuola... c’è un mettere in mostra la bravura, chi è migliore, creando così una “sfida”, una separazione;
- ci interroga perché in ogni scelta c’è il positivo e negativo: rispetto a noi tutti sanno suonare, stare in fila, sentono la festa della Bolivia ... vengono conservate e trasmesse le tradizioni e i valori; ma purtroppo sono obbligati, non è una scelta, tutto é fatto in modo costrittivo, pena la multa.

Nel pomeriggio abbiamo vissuto un momento importante dell’hogar di Saccaba, gestito da suor Maddalena: tre bimbe hanno ricevuto il battesimo, sono diventate figlie di Dio. Che momento prezioso e importante!!! Per don Daniele e Chiara è stato particolarmente toccante perché nel 2017 hanno conosciuto Angela, Emmy e Jasmin e ora il legame si rafforza con questa celebrazione e partecipazione. Chi pensava di vivere una momento del genere a distanza di due anni!!! Momento toccante ed emozionante. È stata una bellissima festa! Un segno grande di amore e di servizio per queste bimbe che sono senza genitori. Anche grazie a questi momenti possiamo crescere nella fede e nella carità.

 

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3 settembre ... S. Messa di ringraziamento

Molte volte ci viene chiesto di raccontare il nostro viaggio in Bolivia. Ma non è così facile come sembra.

Si può parlare dei mille colori che si vedevano dovunque, dei profumi, della bellezza della foresta o delle Ande, del deserto di sale.
Ma non possiamo raccontare veramente le emozioni che abbiamo provato. Non si può raccontare il brivido che ti percorre la pelle quando alla casa dello Ninos vedi le foto dei bambini che sono volati in cielo troppo presto e leggi i lori nomi sui sassi fuori della chiesa; non si può raccontare la lacrima di gioia che ti scende quando suor Maddalena ti racconta che la mamma di una bimba dell’orfanotrofio è tornata a trovarla dopo una decina d’anni; e non puoi nemmeno raccontare come ti senti nello salutare le bimbe dello stesso orfanotrofio, sapendo che con loro hai trascorso dei pomeriggi intensi e ricchi di piccoli gesti, ma fatti con il cuore.

Ogni volta che un amico ti chiede di raccontargli il viaggio tiri fuori il cellulare per fargli vedere alcune foto; e riaffiorano i ricordi, le emozioni vissute. In ogni foto si racchiude una piccola parte del viaggio, un aneddoto, uno sguardo o una risata.

La Bolivia ci ha dato tutto questo e molto altro ancora.

Ci ha fatto capire come a volte si può dare tutto anche se non si possiede nulla; come accontentandosi di poco e si riceva molto.

Abbiamo sperimentato che fare il volontario non significa solamente andare là e svolgere delle attività manuali o pratiche. A volte fare il volontario significava semplicemente esserci, esserci con un sorriso o un abbraccio in tante situazioni dove questi piccoli gesti mancavano. E lo capivi subito che avevi fatto la cosa giusta, che avevi donato una parte di te stesso, ma in compenso poi ti accorgevi che ne avevi ricevuto molto di più.

Quando siamo partiti erano molte le sensazioni che provavamo. Non sapevamo cosa ci aspettava, ma quel 19 luglio siamo partiti; abbiamo lasciato alle nostre spalle tutti i dubbi, le ansie e i pensieri. Siamo saliti su quel volo e abbiamo attraversato l’infinito oceano. Un viaggio che ti cambia dentro, che ti lascia un segno che non dimentichi facilmente. 

La Bolivia è una terra magnifica, povera esteriormente, ma ricca dentro.
Le persone vivono in maniera semplice, ma assaporano ogni momento che gli viene donato. La bellezza della natura si rispecchia nella bellezza interiore delle persone, nella profondità di ciascuno sguardo che incontravi mentre camminavi.

Vogliamo dire il nostro sincero grazie a tutte le persone che ci hanno sostenuto in questa nostra avventura; un grazie in particolare al nostro Padre Daniele, punto di riferimento in ogni momento durante il viaggio, guida spirituale, ma soprattutto un amico con il quale abbiamo condiviso ogni momento di gioia.

E un grazie speciale va fatto alle suore Rosarie, sia a quelle qui di Codroipo, ma anche a quelle di Santa Fe e Cochabamba. Persone davvero speciali, umili, che con la loro semplicità e la loro simpatia hanno saputo essere per noi un sostegno nei momenti più difficili. Grazie perché ci avete fatto scoprire come ci si possa mettersi al servizio degli altri e dei più poveri senza dover avere sempre un tornaconto personale.
Non sappiamo se quando siamo partiti è stato un addio o un semplice arrivederci, ma siamo certi che porteremo quella terra sempre nel nostro cuore.

Mandi Bolivia!

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