Quando: 5-6-7 agosto
Dove: Cochabamba - Uyuni
Attività svolte: conoscenza e tour del Salar


DIARIO QUOTIDIANO EMOTIVO - SOGGETTIVO
In queste brevi righe cercheremo di fare la sintesi di tre giornate ricche di avvenimenti, paesaggi, colori ed emozioni.
Il 5 abbiamo fatto un giro per Cochabamba per conoscere un po’ questa grande città, purtroppo molte realtà erano chiuse essendo la vigilia della festa patria. Nel pomeriggio abbiamo fatto festa con le suore, ricordando il giorno della fondazione del loro ordine; abbiamo così celebrato la S. Messa, durante la quale le nostre ospitanti hanno rinnovato la professione religiosa e ringraziato il Signore per i doni che ha elargito tramite questa congregazione. Nel frattempo ci siamo preparati per vivere l’esperienza del tour del Salar.

Alle 20.00 abbiamo preso la flotta con direzione Uyuni, dove siamo giunti alle 6.30 per partire alla scoperta del deserto. Accompagnati dalle guide Wallalberto, Yoshimar e Felix (speriamo si scrivono così) abbiamo potuto ammirare le bellezze naturali di questa zona della Bolivia.
Il Salar è il deserto di sale più grande al mondo (220 km x 110 km), è un bianco orizzonte infinto, circondato da diversi vulcani oramai inattivi. Si trova a circa 3600 metri sul livello del mare. Luogo incredibile, suggestivo, mozzafiato. Anticamente il mare copriva questa zona (si notano ancora dei coralli che emergono nelle diverse “isole”) ma successivamente con l’attività dei vulcani, dei movimenti della crosta terrestre e attraverso svariate reazioni chimiche, si è formato questo deserto di sale, che come la guida ci ha spiegato, è in continua crescita. Ora nel Salar ci sono due attività prevalenti: l’estrazione del sale ad opera dei boliviani e l’estrazione dei litio da parte dei cinesi e dei russi. Quest’ultima attività crea però forti contrasti: se da una parte si vengono a formare diversi posti di lavoro, dall’altra si distrugge la bellezza di questo territorio che potrebbe essere valorizzato in maniera diversa, soprattutto grazie al turismo.
All’interno di queste distese di bianco ci sono vari luoghi che abbiamo toccato con il nostro tour: abbiamo visitato un cimitero di treni che in precedenza venivano usati per trasportare minerali estratti nelle miniere circostanti.
Poi un’isola molto particolare perché ricoperta di immensi cactus, alieni per queste zone, infatti questi furono portati dagl’Indios che popolavano questa regione. Queste immense piante, che abbiamo visto raggiungere e superare anche i tre metri, crescono di un centimetro all’anno, lasciandoci così a bocca aperta al solo pensiero di stimarne un’età. Si tratta proprio di una delle meraviglie della natura, in mezzo ad una distesa di sale si trova un’isola dove c’è vita e dove si può vivere.
Abbiamo anche scalato un vulcano: ora, non è proprio andata così perché la jeep ci ha lasciato sui 4000 m e noi a piedi siamo saliti fino ai 4600 m, un dislivello piccolo ma allo stesso tempo impegnativo. Camminare a quest’altezza è davvero faticoso, la pressione sanguigna aumenta e bisogna stare attenti a salire pian piano. Arrivati un cima comunque i nostri sforzi sono stati ricompensati da una vista incredibile sul Salar. Nella stessa montagna abbiamo potuto visitare delle tombe Indios che celano al loro interno diverse mummie degli abitanti e coltivatori di queste terre.
Questo tour ci ha permesso di conoscere diverse nostri aspetti personali e allo stesso tempo di interrogarci:
- non è stato semplice per tutti ... l’altitudine ha creato diversi problemi al nostro fisico. Non essendo abituati si è fatto sentire un certo malessere, gestibile grazie alle pastiglie per l’altitudine e ai prodotti naturali presenti;
- anche le temperature ci hanno messo alla prova, passando da qualche grado sotto lo zero di notte e arrivando ai 16-20 gradi di giorno, un’escursione molto ampia;
- le difficoltà permettono di unire il gruppo, perché insieme si è chiamati ad affrontarle e ad avere un’attenzione per tutti;
- una bellezza naturale che ci sbalordisce, è davvero grande la magnificenza del creato, dono da custodire e valorizzare nel miglior modo possibile, facendo attenzione a non distruggerlo;
- la vita intorno al Salar é molto dura, è difficile per i nostri giorni eppure nell’antichità dei popoli vivevano in queste isole, a queste altezze.

Cibo particolare del giorno: carne di lama

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